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Cofanetto Tartufo Nero di Norcia
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Formato cofanettoBorsa da esposizione con cupola in cristallo, targhetta e pendente XXXVI · L 42 × P 18 × H 35 cm
Il cofanetto contiene
  • Tartufo nero di Norcia — 50 g, sotto cloche su marmo
  • Zafferano d'Aquila DOP in pistilli — 2 vasetti da 5 g
  • Grissini di tarallo pugliese — 75 g, nel cassetto
  • Grattatartufo — lama regolabile
  • Certificato della selezione — con sigillo XXXVI
Note di Gusto

Naso di sottobosco umido, cacao e frutta secca, molto meno aggressivo del bianco. In bocca è pieno e persistente, e a differenza del bianco guadagna con il calore. Lo zafferano lavora bene accanto: entrambi resistono alla cottura.

Ottimo per

Cucina d'inverno, dono a chi cucina davvero, omaggio che si trasforma in più di una cena.

Guida all’assaggio

Il nero di Norcia è l'unico tartufo pregiato che si può scaldare, e lo zafferano è una delle poche spezie che gli sta accanto senza litigare. I due vasetti qui servono davvero ai fornelli.

  • Il grattatartufo — Lama a spessore medio. Il nero regge fette più consistenti del bianco, e in cottura le scaglie troppo sottili scompaiono.
  • Zafferano in infusione — Pistilli in acqua tiepida venti minuti, poi nel fondo di cottura. L’amaro dello zafferano e il dolce del nero si tengono.
  • Il grasso è obbligatorio — Burro o olio: il tartufo nero senza un grasso che lo veicoli resta muto. Scaldalo appena, mai friggerlo.
  • Conservazione — Frigo, carta assorbente cambiata ogni giorno, contenitore chiuso. Il nero dura qualche giorno più del bianco, ma non settimane.
Collezione Dono · Borsa da esposizione · X·X·X·VI

Tartufo Nero di Norcia

Ildegarda
€ 695IVA inclusa

Cinquanta grammi di tartufo nero pregiato di Norcia sotto cloche, con due vasetti di Zafferano d'Aquila DOP in pistilli e il grattatartufo: due eccellenze appenniniche nello stesso cofanetto.

Peso
50 g
Specie
Tuber melanosporum
Zafferano
d'Aquila DOP, 2 × 5 g
Origine
Umbria · Abruzzo
Destinazione
Origini e Territorio

Il tartufo nero pregiato cresce fra Norcia, Cascia e la Valnerina, in terreni calcarei a 500-1000 metri, in simbiosi con roverella e leccio. È l'unico tartufo pregiato che si coltiva con successo: le tartufaie impiantate sono produttive dopo otto-dieci anni.

Perché il nero di Norcia regge il fuoco

La differenza fra bianco e nero non è di prezzo, è chimica. Gli aromi del bianco sono composti solforati volatili che evaporano a temperatura ambiente; quelli del Tuber melanosporum sono molecole più stabili, che il calore libera invece di distruggere.

È il motivo per cui il nero si cucina e il bianco no. Scaldato in burro o olio a fuoco basso, il nero cede aroma al grasso e lo trasforma in un condimento che profuma tutto il piatto. Crudo, dà molto meno di quanto potrebbe.

Norcia e la Valnerina danno un nero con una nota di cacao amaro e frutta secca che non si trova altrove, legata ai terreni calcarei e all'altitudine. La raccolta invernale, da dicembre a marzo, è quella in cui il frutto è maturo e la pasta interna è nera con venature bianche fitte.

Si sceglie tagliandone uno a metà: la gleba deve essere nera-violacea con venature bianche numerose e sottili. Se è rossastra o le venature sono larghe, non è melanosporum ma una specie meno pregiata venduta al suo posto.

Riconoscimenti e Tutela
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