Origini e Territorio
Il tartufo nero pregiato cresce fra Norcia, Cascia e la Valnerina, in terreni calcarei a 500-1000 metri, in simbiosi con roverella e leccio. È l'unico tartufo pregiato che si coltiva con successo: le tartufaie impiantate sono produttive dopo otto-dieci anni.
Perché il nero di Norcia regge il fuoco
La differenza fra bianco e nero non è di prezzo, è chimica. Gli aromi del bianco sono composti solforati volatili che evaporano a temperatura ambiente; quelli del Tuber melanosporum sono molecole più stabili, che il calore libera invece di distruggere.
È il motivo per cui il nero si cucina e il bianco no. Scaldato in burro o olio a fuoco basso, il nero cede aroma al grasso e lo trasforma in un condimento che profuma tutto il piatto. Crudo, dà molto meno di quanto potrebbe.
Norcia e la Valnerina danno un nero con una nota di cacao amaro e frutta secca che non si trova altrove, legata ai terreni calcarei e all'altitudine. La raccolta invernale, da dicembre a marzo, è quella in cui il frutto è maturo e la pasta interna è nera con venature bianche fitte.
Si sceglie tagliandone uno a metà: la gleba deve essere nera-violacea con venature bianche numerose e sottili. Se è rossastra o le venature sono larghe, non è melanosporum ma una specie meno pregiata venduta al suo posto.