Origini e Territorio
La pasta di mandorla nasce nei monasteri siciliani, dove era la forma in cui si conservava il raccolto. Le mandorle di Avola e di Noto, con il loro alto tenore di olio, restano lo standard. Il pistacchio di Bronte cresce sulla lava dell'Etna e si raccoglie a anni alterni.
Perché il pistacchio di Bronte cambia il dolce
Il pistacchio di Bronte si raccoglie una volta ogni due anni. L'albero viene volutamente stressato nell'anno di riposo perché nell'anno buono dia un frutto più concentrato: una pratica agricola che dimezza la resa per raddoppiare la qualità.
Cresce sulla lava dell'Etna, su terreni dove nessun mezzo meccanico può entrare: la raccolta è a mano, a settembre, sui terrazzamenti. Ne esce un seme lungo e stretto, verde smeraldo con la pellicina violacea, molto più aromatico e meno dolce dei pistacchi turchi o iraniani.
Accanto alla pasta di mandorla fa un lavoro di contrasto, non di somma. La resina e la leggera sapidità del Bronte tagliano lo zucchero e permettono di mangiare più di un dolce senza stancarsi: è il motivo per cui in Sicilia il pistacchio finisce sempre accanto alla pasta reale, mai dentro.
Il candito lavora sull'asse opposto, quello acido. L'arancia e il cedro siciliani, canditi lentamente con poco zucchero, mantengono l'amaro della scorza — che è esattamente ciò che un candito industriale perde.