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Cofanetto Paste di Mandorla Siciliane
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Formato cofanettoBorsa da esposizione con cupola in cristallo, targhetta e pendente XXXVI · L 42 × P 18 × H 35 cm
Il cofanetto contiene
  • Paste di mandorla siciliane assortite — 500 g, sotto cloche
  • Pistacchi freschi di Bronte DOP — 100 g, vasetto
  • Canditi di arancia e cedro siciliani — 100 g, vasetto
  • Certificato della selezione — con sigillo XXXVI
Note di Gusto

Esterno appena croccante, cuore umido e compatto: la pasta di mandorla vera non è mai asciutta. Dolcezza alta ma corta, con l'amaretto che spinge la mandorla amara. Il pistacchio di Bronte porta resina e sale, il candito acidità.

Ottimo per

Fine pasto, caffè, dono per chi conosce la pasticceria siciliana e sa che il 90% di quella in giro è fatta con mandorle spagnole.

Guida all’assaggio

I due vasetti non sono decorazione: sono i due correttivi che la pasticceria siciliana usa da secoli per non far diventare stucchevole la mandorla.

  • Pistacchi di Bronte DOP — Due o tre interi fra un dolce e l’altro. Il sale e la resina del Bronte azzerano il dolce e preparano il morso successivo.
  • Canditi di arancia e cedro — Un pezzetto dopo le paste più zuccherine. L’acidità del cedro fa quello che farebbe un sorso d’acqua, ma senza spegnere il gusto.
  • Ordine di assaggio — Comincia dalle chiare — mandorla semplice — e finisci con quelle al pistacchio e alla ciliegia. Al contrario non sentiresti la mandorla.
  • Con cosa — Caffè o passito. Mai spumante secco: l’acidità contro lo zucchero della pasta reale dà un risultato metallico.
Collezione Dono · Borsa da esposizione · X·X·X·VI

Paste di Mandorla Siciliane

Aldruda
€ 325IVA inclusa

Mezzo chilo di paste di mandorla siciliane assortite sotto cloche, con i pistacchi freschi di Bronte DOP e i canditi di arancia e cedro nei due vasetti laterali.

Peso
500 g
Pistacchi
Bronte DOP, 100 g
Canditi
Arancia e cedro, 100 g
Origine
Sicilia
Destinazione
Origini e Territorio

La pasta di mandorla nasce nei monasteri siciliani, dove era la forma in cui si conservava il raccolto. Le mandorle di Avola e di Noto, con il loro alto tenore di olio, restano lo standard. Il pistacchio di Bronte cresce sulla lava dell'Etna e si raccoglie a anni alterni.

Perché il pistacchio di Bronte cambia il dolce

Il pistacchio di Bronte si raccoglie una volta ogni due anni. L'albero viene volutamente stressato nell'anno di riposo perché nell'anno buono dia un frutto più concentrato: una pratica agricola che dimezza la resa per raddoppiare la qualità.

Cresce sulla lava dell'Etna, su terreni dove nessun mezzo meccanico può entrare: la raccolta è a mano, a settembre, sui terrazzamenti. Ne esce un seme lungo e stretto, verde smeraldo con la pellicina violacea, molto più aromatico e meno dolce dei pistacchi turchi o iraniani.

Accanto alla pasta di mandorla fa un lavoro di contrasto, non di somma. La resina e la leggera sapidità del Bronte tagliano lo zucchero e permettono di mangiare più di un dolce senza stancarsi: è il motivo per cui in Sicilia il pistacchio finisce sempre accanto alla pasta reale, mai dentro.

Il candito lavora sull'asse opposto, quello acido. L'arancia e il cedro siciliani, canditi lentamente con poco zucchero, mantengono l'amaro della scorza — che è esattamente ciò che un candito industriale perde.

Riconoscimenti e Tutela
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