← Collezione Dono
Cofanetto Gianduiotti Tradizionali Piemontesi
⌕ Ingrandisci
Cofanetto Dono, versione aperta e scheda tecnica
⌕ Il cofanetto e le misure
Shopper da trasporto Collezione Dono
⌕ La shopper da trasporto
Formato cofanettoBorsa da esposizione con cupola in cristallo, targhetta e pendente XXXVI · L 42 × P 18 × H 35 cm
Il cofanetto contiene
  • Gianduiotti tradizionali piemontesi — 21 pezzi in foglia oro, su tre ripiani
  • Certificato della selezione — con sigillo XXXVI
Note di Gusto

Fondente in superficie, poi il crollo: il gianduiotto è fatto per sciogliersi a temperatura corporea. Cacao, nocciola tostata e una dolcezza che non arriva mai a coprire. Finale lungo, di nocciola e burro.

Ottimo per

Dono di cortesia che non sbaglia mai, omaggio in camera, chiusura di una cena senza dessert.

Guida all’assaggio

Un solo prodotto, nessun vasetto. Ma il gianduiotto ha una regola di servizio che quasi nessuno rispetta, e cambia tutto.

  • Temperatura — Diciotto gradi, mai freddo di frigorifero. Sotto i 15 °C il burro di cacao si irrigidisce e la nocciola non si sente più.
  • Come si mangia — Intero e appoggiato sulla lingua, senza masticare. La forma a barca è pensata per sciogliersi dal basso: masticandolo si perde metà dell’aroma.
  • Con cosa — Caffè senza zucchero o un rosso passito. Il latte lo spegne.
  • Conservazione — Al buio, asciutto, lontano da qualsiasi odore forte: il grasso della nocciola assorbe tutto quello che ha intorno.
Collezione Dono · Borsa da esposizione · X·X·X·VI

Gianduiotti Tradizionali Piemontesi

Diamante
€ 275IVA inclusa

Ventuno gianduiotti della tradizione piemontese, incartati in foglia oro e disposti su tre ripiani a gradoni. Il cofanetto più semplice della collezione: un prodotto solo, fatto bene.

Pezzi
21
Tipologia
Cioccolato gianduia
Nocciola
Tonda Gentile del Piemonte
Origine
Piemonte
Destinazione
Origini e Territorio

Il gianduiotto nasce a Torino nell'Ottocento, quando il blocco continentale rese il cacao introvabile e i cioccolatieri lo allungarono con la nocciola delle Langhe. Fu il primo cioccolatino incartato singolarmente della storia, presentato al Carnevale del 1865.

Perché il gianduiotto è un’invenzione, non una ricetta

Il gianduiotto nasce da una scarsità. Con Napoleone che blocca i porti, il cacao diventa raro e carissimo; i cioccolatieri torinesi lo tagliano con quello che hanno in abbondanza a poche decine di chilometri: la nocciola delle Langhe.

Quello che doveva essere un ripiego si rivela superiore. Il grasso della nocciola ha un punto di fusione più basso del burro di cacao: la pasta che ne esce si scioglie in bocca invece di sbriciolarsi. È una proprietà fisica, non un'opinione, ed è il motivo per cui il gianduia non si mastica.

La Tonda Gentile del Piemonte è la nocciola che rende possibile tutto questo: guscio sottile, resa alta, pellicina che si stacca in tostatura e nessuna nota rancida anche dopo mesi. Le nocciole turche, più economiche, hanno un olio che ossida prima.

Un gianduiotto vero si riconosce dalla superficie opaca e non lucida — l'estrusione tradizionale non lucida — e dal fatto che sciogliendosi non lascia granulosità. Se senti la sabbia, la pasta non è stata raffinata abbastanza o la nocciola non era la Tonda.

Riconoscimenti e Tutela
✕ Gianduiotti Tradizionali Piemontesi
✕ Cofanetto Dono, versione aperta e scheda tecnica
✕ Shopper da trasporto Collezione Dono