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Cofanetto Burrata di Andria IGP, Zafferano dell’Aquila DOP e Pistacchio di Bronte DOP
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Formato cofanettoEspositore a diamante in metacrilato trasparente con profili dorati · vassoio in marmo nero · Ø 42 cm × h 22 cm
Il cofanetto contiene
  • Burrata di Andria IGP — 500 g, sotto cloche, su basilico
  • Zafferano dell’Aquila DOP — vasetto
  • Granella di Pistacchio di Bronte DOP tostato — 50 g, vasetto
  • Grissini di tarallo pugliese — confezione
  • Coltello e forchettine — nel vassoio
Note di Gusto

Il cuore è dolce, latteo e burroso. Lo zafferano porta fieno e miele con un finale leggermente amaro; il pistacchio tostato aggiunge croccante e una dolcezza resinosa.

Ottimo per

L’amenity welcome d’eccellenza: il diamante attende l’ospite in suite, in villa o a bordo, con le eccellenze già esposte sotto la cloche. È il primo gesto di benvenuto, pensato per restare in vista durante il soggiorno.

Guida all’assaggio

Lo zafferano va preparato prima, il pistacchio messo all’ultimo istante: lavorano con tempi opposti.

  • Zafferano dell’Aquila DOP — sei o sette pistilli in un cucchiaio di acqua tiepida per venti minuti; si versano poche gocce dell’acqua diventata arancio, non i pistilli crudi.
  • Mai calore — sopra i 60 °C lo zafferano perde il profumo e resta solo l’amaro.
  • Granella di Pistacchio di Bronte DOP — a pioggia appena prima del boccone: a contatto con la panna perde il croccante in pochi minuti.
  • Prima separati, poi insieme — un boccone con lo zafferano, uno con il pistacchio, l’ultimo con entrambi.
Collezione Teca · Degusto · X·X·X·VI

Burrata di Andria IGP & Pistacchio di Bronte DOP

Beatrice
€ 375IVA inclusa

La Burrata di Andria IGP sotto cloche su foglie di basilico, con lo Zafferano dell’Aquila DOP, la granella tostata di Pistacchio di Bronte DOP e i grissini di tarallo: Puglia, Abruzzo e Sicilia sullo stesso vassoio.

Formaggio
Burrata di Andria IGP
Spezia
Zafferano dell’Aquila DOP
Origine
Puglia · Abruzzo · Sicilia
Destinazione
Origini e Territorio

La Burrata IGP nasce ad Andria; lo Zafferano dell’Aquila DOP sull’altopiano di Navelli; il Pistacchio di Bronte DOP sulle pendici laviche dell’Etna.

Perché la Burrata di Andria vale

La burrata è un formaggio che non ammette attesa. Nasce dalla pasta filata tirata a mano in un sacchetto sottilissimo, riempito con la stracciatella: sfilacci della stessa pasta annegati nella panna. Non esiste stagionatura che possa correggere un errore. O è freschissima, o non è burrata.

Il riconoscimento IGP lega il nome ad Andria e alla Puglia murgiana, dove la tecnica è nata all’inizio del Novecento come modo per non sprecare i ritagli di mozzarella. La differenza tra una burrata industriale e una vera si sente al taglio, quando il cuore deve colare, non sgocciolare.

La si riconosce da tre cose: la pelle tesa e lucida, mai gommosa; il cuore ricco di filamenti e non una crema uniforme; il liquido di governo limpido. Si serve a temperatura ambiente, aperta davanti a chi la mangia.

✕ Burrata di Andria IGP, Zafferano dell’Aquila DOP e Pistacchio di Bronte DOP
✕ Espositore a diamante chiuso
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