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Cofanetto Burrata di Andria & Alici
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Cofanetto Privé chiuso, coperchio piramidale
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Misure cofanettoOttagono · Ø 42 cm × h 24 cm
Il cofanetto contiene
  • Burrata di Andria IGP, 500 g
  • Pomodorini del Piennolo del Vesuvio sott'olio, 100 g
  • Alici di Cetara, 100 g
  • Grissini di Tarallo Pugliese, 75 g
  • Coperchio scenico e due fiaccole integrate
Note di Gusto

Esterno di pasta filata sottile che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna; sapore dolce, lattico, di freschezza spiccata.

Ottimo per

Doni per intenditori e amanti della gastronomia italiana; cene di rappresentanza; omaggio a clienti e partner di primo piano.

Guida all’assaggio

La burrata regge un solo compagno per volta: prima il dolce del pomodoro, poi il sale dell’alice.

  • Pomodorini del Piennolo — a temperatura ambiente, con il loro olio, appoggiati accanto e non sopra.
  • Alici di Cetara — una per boccone, adagiata sulla stracciatella all’ultimo momento.
  • Grissini di tarallo — spezzati a mano, mai intinti nel liquido di governo.
  • Al calice — il nostro Moss Blanc · Verdicchio, fresco e salino, servito a 8°C.
Collezione Festa · Privé · X·X·X·VI

Burrata di Andria & Alici

Numa
€ 400IVA inclusa

La burrata di Andria sotto campana, con pomodorini del Piennolo e alici di Cetara: l'ingresso al tavolo privé che unisce le eccellenze del sud.

Peso
500 g + 100 g + 100 g
Tipologia
Cofanetto Privé
Origine
Puglia · Campania
Destinazione
Origini e Territorio

Prodotta ad Andria, nel cuore della Puglia, dalla tradizione casearia pugliese: la burrata unisce la pasta filata a un ripieno morbido di stracciatella e panna, simbolo di freschezza mediterranea.

Perché la Burrata di Andria vale

La burrata è un formaggio che non ammette attesa. Nasce dalla pasta filata di latte vaccino tirata a mano in un sacchetto sottilissimo, riempito con la stracciatella: sfilacci della stessa pasta annegati nella panna. Non esiste stagionatura che possa correggere un errore, non esiste conservante che possa allungarne la vita. O è freschissima, o non è burrata.

Il riconoscimento IGP lega il nome ad Andria e alla Puglia murgiana, dove la tecnica è nata all’inizio del Novecento come modo per non sprecare i ritagli di mozzarella. Quella che era economia contadina è diventata il gesto più imitato e meno riuscito della caseificazione italiana: la differenza tra una burrata industriale e una vera si sente al taglio, quando il cuore deve colare, non sgocciolare.

La si riconosce da tre cose: la pelle deve essere tesa e lucida, mai gommosa; il cuore deve essere ricco di filamenti e non una crema uniforme; il liquido di governo deve restare limpido. Al palato la panna non deve coprire il latte, ma accompagnarlo: la dolcezza chiude subito, senza scie grasse.

Si serve a temperatura ambiente, mai fredda di frigorifero: venti minuti fuori sono il minimo perché il grasso si sciolga e i profumi si aprano. Si apre davanti a chi la mangia, con un taglio netto al centro. Pane, olio buono, sale: tutto il resto è superfluo.

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