
Pecorino Romano DOP, 500 g in teca cristallina, accompagnata da una selezione di specialità italiane, nel baule regalo in pelle con maniglia e placca dorata.
Doni per intenditori e amanti della gastronomia italiana; cene di rappresentanza; omaggio istituzionale a clienti e partner di primo piano.
Il Pecorino Romano, sapido e deciso, chiede un contrasto dolce netto: qui arriva dalle due confetture.
È uno dei formaggi più antichi ancora in produzione: veniva razionato alle legioni romane perché nutriva, si conservava e viaggiava. Duemila anni dopo il metodo è sostanzialmente lo stesso: latte ovino intero, caglio di agnello, e una salatura a secco ripetuta a mano per settimane.
La DOP ammette solo Lazio, Sardegna e provincia di Grosseto. La salatura è il cuore del prodotto: viene fatta a strati successivi, forma per forma, ed è ciò che costruisce la sapidità netta e il carattere. Non è un formaggio che cerca l’equilibrio: cerca l’intensità.
La pasta è bianca o paglierina, compatta, con occhiatura rada. Al naso dice lana, pascolo, burro salato; in bocca è deciso, con una punta piccante che cresce nel finale. Un Romano che risulta piatto o solo salato non ha fatto la stagionatura che dichiara.
In cucina è insostituibile — cacio e pepe, amatriciana, carbonara vivono di lui — ma come formaggio da tavola dà il meglio in scaglie sottili, con miele, fave fresche o pere. E chiede vini di corpo: da solo mette in crisi i bianchi leggeri.
