La famiglia Valentini fa vino a Loreto Aprutino da generazioni, con un metodo che non concede nulla alla modernità: nessuna tecnologia invasiva, botti grandi, e la scelta di declassare o non imbottigliare tutto quello che non convince.
Il bianco che ha trasformato un’uva considerata minore in un mito da collezione. Prodotto solo quando l’annata lo consente. Sotto teca cristallina.
Corpo: teso e salino, di una profondità che sorprende chi si aspetta un bianco semplice. Colore: paglierino carico con riflessi dorati. Profumo: agrume, erbe aromatiche, mandorla amara, cera d’api e iodio. Gusto: asciutto, minerale, lunghissimo: il finale sa di mare e di pietra. Servizio: 11–13°C in calice ampio. Abbinamenti: pesce azzurro, brodetto abruzzese, carni bianche, formaggi freschi di pecora.
Chi colleziona bianchi italiani da invecchiamento; cene di pesce importante; regalo per chi sa quanto sia difficile trovarne una bottiglia.
Non troppo freddo: 11–13°C: il gelo cancella tutto quello che rende speciale questo vino.
La famiglia Valentini fa vino a Loreto Aprutino da generazioni, con un metodo che non concede nulla alla modernità: nessuna tecnologia invasiva, botti grandi, e la scelta di declassare o non imbottigliare tutto quello che non convince.
Il Trebbiano d’Abruzzo è ovunque un vino di consumo quotidiano. Da Valentini diventa un bianco che regge trent’anni in bottiglia e che i mercati internazionali cercano come si cerca un Borgogna. La differenza la fanno la selezione e il tempo.